LI CUNTI DE LO STU

Quaranta carte strane e misteriose, per un gioco che sopravvive solo in alcune contrade abruzzesi, come Campli e Montorio al Vomano… E proprio in quel di Montorio…

Tra le tante tradizioni un po’ curiose dell’Abruzzo tutto d’or, ve n’è una assolutamente singolare che è legata ad un antico gioco di carte… quello del Cucco o del Cucù che a Montorio al Vomano, per ragioni non del tutto chiare, si chiama “Lo Stu”. Tra folklore, storia e fantasia, le figure riprodotte in questo curioso mazzo dalle origini un po’ misteriose si animano e prendono vita in questa collana a fumetti raccontandoci, a volte in maniera comica, altre con storie un po’ noir, le loro fantastiche origini che si innesteranno, di volta in volta, con alcuni episodi della Storia con la S maiuscola.

Tra le tante curiosità di questa collana è che è scritta tutta in dialetto ed in versi, per omaggiare la tradizione dei canti a braccio degli antichi pastori… Ma non temete, oltre alle glosse che spiegano le espressioni più controverse o curiose, ogni volume contiene la traduzione del testo con il testo a fronte!

Inoltre, nelle varie appendici, molte curiosità sulla storia, la cultura, gli usi e i costumi delle genti d’Abruzzo, con un occhio di riguardo alla cittadina di Montorio al Vomano, palcoscenico sul quale si muovono gli attori di questa originalissima commedia che è Li Cunti de lo stu!

LI CUNTI DE LO STU – VOLUME 1

88 Pagine, dai 12 anni – disponibile copertina flessibile – € 14,99

Nel primo volume troviamo le storie Cose da nulla Sottë a la maciacchë, nelle quali si narrano le fantasiose origini delle figure della Nulla e del Matto. La particolarità di questi brevi racconti a fumetti sta nell’essere narrati nel dialetto di Montorio al Vomano, con una resa grafica che, ai parlanti naturali, risulterà certamente di facile lettura. Molti dei dialoghi sono in rima, per dare più ritmo alle storie e omaggiare la tradizione dei cantastorie e dei poeti pastori, un tempo così vivida in Abruzzo.

La seconda parte del primo volume contiene un’appendice degli Hillustrissimi personaggi montoriesi che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.

LI CUNTI DE LO STU – VOLUME 2

106 Pagine, dai 12 anni – disponibile copertina flessibile – € 14,99

Nel secondo volume troviamo la storia La mmascherë (Quando l’apparenza inganna), nella quale si narrano le fantasiose origini delle figure della Secchia e del Mascherone. La particolarità di questi brevi racconti a fumetti sta nell’essere narrati nel dialetto di Montorio al Vomano, con una resa grafica che, ai parlanti naturali, risulterà certamente di facile lettura. L’intero testo del secondo volume, per quel che riguarda la vicenda a fumetti, è scritto in ottava rima per ricalcare un po’ le vicende raccontate dal Tassoni ne La secchia rapita (alle quali si fa riferimento) ed omaggiare la tradizione dei cantastorie e dei poeti pastori, un tempo così vivida in Abruzzo. L’intero testo è glossato per rendere conto dei modi di dire e delle espressioni idiomatiche e, alla fine del racconto, troverete la traduzione con testo a fronte.

La seconda parte del secondo volume contiene due appendici: un’appendice delli Historici nomignoli montoriesi nella quale si propone un’elenco di centinaia di soprannomi transgenerazionali e, per concludere, l’appendice degli Hillustrissimi personaggi montoriesi che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.

LI CUNTI DE LO STU – VOLUME 3

114 Pagine, dai 12 anni – disponibile copertina flessibile – € 14,99

Nel terzo volume scopriamo l’affascinante storia de La Hattë e la Rosë (Amor Omnia vincit), dove si svelano alcuni retroscena dei fatti narrati nel primo volume e qual è il misterioso legame che esiste tra la Gnaff e il Bragon. La vicenda, ambientata nei primi anni del XVII secolo, vedrà coinvolto uno dei più grandi artisti di ogni tempo che, secondo una storia tramandata da generazioni e ammantata di leggenda, avrebbe visitato le contrade abruzzesi e giocato a Stu in quel di Montorio al Vomano.

La seconda parte del terzo volume contiene l’appendice del Bragon, nella quale si approfondiscono le ipotesi sulle origini del gioco e su alcuni fatti leggendari storicamente plausibili e un’appendice degli Hillustrissimi personaggi montoriesi che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.

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